Posted in novembre 2010

Grazie Settimio

Dopo il post su Settimio Benedusi a fotografica 2010 ho passato 24 ore sveglio e di malumore. Non sapevo più che pesci pigliare. Quasi quasi ero incazzato con lui. Ero nervoso, rispondevo male a tutti. Succede così quando vedi che nuovamente ti crolla tutto addosso e capisci che non vali un cazzo di niente e non sei nessuno.
Oggi ho fotografato una mia amica che è passata a trovarmi. Non sapevo nemmeno cosa fare. Il fondale era srotolato, softbox, beauty dish, pannelli e pannellini, tutto al solito posto. Io non lo so quale sia la mia strada. Ma ho fatto una decina di passi indietro, ripartiamo da oggi e da una luce a riparmio energetico in cucina.
Grazie Settimio.

Settimio Benedusi a Fotografica 2010


Questa sera Mr Settimio Benedusi era di scena in Aula Magna con il suo “come usare la creatività al servizio della buona fotografia”.
Avendo letto con attenzione tutto il “Benedusi Pensiero” negli ultimi mesi sapevo più o meno di cosa avrebbe parlato, ma mi interessava vederlo dal vivo, viverlo un po’ di più.
Benedusi tiene il palcoscenico per le palle per 2 ore senza fare una piega e dice una marea di parolacce, lo adoro. Vedo in lui me in prospettiva, mi piace prenderlo ad esempio, è uno che ci sa fare e fa servizi fotografici bellissimi in 7 minuti.

In questo spazio/tempo Settimio ha parlato a lungo di cosa è fatta una buona fotografia e l’ha fatto continuando a provocare un pubblico che sembrava diviso in due fazioni che andavano oltre la rivalità legittima, si prendevano proprio ad insulti fra di loro. Con Benedusi è un po’ come assistere ad un dibattito politico con pubblico: ci si manda a fanculo guardandosi in faccia per intenderci. Io sono un benedusiano convinto, l’ho sempre detto e lo riconfermo, ma ho scoperto che c’è gente anche più invasata di me.

E’ inutile che vi faccia la cronostoria della serata, ci penserà qualcun’altro con capacità descrittive e di sintesi migliori delle mie; quel che ci tengo a dirvi è che ascoltarlo parlare farebbe benissimo a tutti quelli che hanno da poco preso in mano una macchina fotografica, da delle direzioni, che non è poco visto che gli altri “big” si limitano a dire che se mettete un oggetto sul primissimo piano, lo sfondo prenderà piu stacco, vero Gabry?

Solo una cosa francamente non ho digerito appieno questa sera, Il nostro beniamino ci ha mostrato la differenza che passa fra i fotografi di Modelshoot che fanno le foto “col pannellino” e le fotografie scattate con una webcam dalla stessa ragazza. Il discorso funzionava benone quando parlava di forza, di bellezza e di pregnanza dell’immagine. Ma nel momento in cui si parlava della “verità” delle immagini d’autoscatto di questa modellina io devo storcere il naso. La storiella del fidanzato che fa soffrire la ragazza che piange e si fotografa “vera” non regge manco per sbaglio, le immagini invece funzionavano eccome, ma era un’ennesima provocazione, vero Settimio?

La nota divertente della serata era lo spagnolo ricarcatore di immagini pornografiche amatoriali, per me assolutamente non compreso dal pubblico, che ha cercato di inserire la sua verità (veramente vera nel suo caso) in un terreno che questa sera non era per lui fertile… mi sarebbe piaciuto parlarci un poco.

Scritto male, ma avevo voglia di raccontarvi la storia a caldo nel cuore della notte.

Grazie Settimio.

p.s.
Si, sara è bella anche dal vivo. così non me lo chiedete in privato su facebook visto che ho ricevuto già tre messaggi solo su di lei. Oltre ad essere bella ha anche un viso intelligente, serio e si veste bene.

Eye magazine – to watch design world


Dal 1990 occhi intelligenti guardano il mondo del graphic design.
Grazie a un gruppo di persone significative nella critica del “design world” tra cui Rick Poynor (che ne diresse la prima stagione), “Eye” ha dimostrato di avere argomenti maggiori delle altre riviste di settore: lo dimostrano i bellissimi articoli degli anni 90 come quello su Robert Brownjohn, Alan Fletcher e Fortune magazine… Dove argomenti “storici” del graphic design sono stati finalmente divulgati anche grazie alla grande utopia di editare in almeno tre lingue, per cercare di essere una rivista veramente globale già vent’anni fa.
Oggi mantiene senza flessioni l’iniziale livello, aiutato dal restyling grafico di Simon Esterson (da sempre vicino alla rivista), è uno dei più intelligenti e raffinati esempi di come per poter fare del “good design” bisogna necessariamente unire contenuto e contenitore ed Esterson questo lo sa fare molto meglio di tanti altri.
L’elevato prezzo di copertina di questa rivista è altamente motivato dallo spessore dei contenuti e della preparazione grafica, unitamente alla quasi totale assenza di pubblicità.

Grazie “Eye” di guardare per noi!

Since 1990 intelligent eyes are looking at the world of graphic design.
Thanks to a group of significant people in the criticism of the “design world” including Rick Poynor (who directed the first editorial season), “Eye” had more arguments of the other magazines, as evidenced by the beautiful articles of the ’90 such as Robert Brownjohn, Alan Fletcher and Fortune magazine … Where “historical” arguments of graphic design has finally been released thanks to the great utopia of editing at least three languages, to try to be a truly global magazine twenty years ago.
Today it retains the initial level and quality is still alive, helped by the graphic restyling by Simon Esterson (always close to the magazine), is one of the smartest and finest examples of how to make “good design” must necessarily combine “content and container” and Esterson can do it much better than many others.
The high cover price of this magazine is highly motivated by the quality of the contents and for the graphic (photography, paper, print and prepress quality), combined with the almost total absence of advertising pages.

Thanks “Eye” to look for us!

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La 24 ore

Finito ora di lavorare alcune fotografie, 4 shooting in 24 ore sono troppi, persino per dei test con luci nuove. Morale della favola? Occhi che sanguinano e sonno. Pacchetti di sigarette accartocciati che nemmeno in Trainspotting. La line up la solita di queste settimane con me e francesco ad alternarci sul red carpet del mio studio.
Una bella foto gliel’ho fatta oggi al giovane francesco mentre si abbracciava con una elegantissima Elisabetta.

Quindi tutto bene, giocato con le luci, giocato con i colori, giocato col nero, ballato, sudato, pettinato, verniciato, imbalsamato, impacchettato, passato l’aspirapolvere, mangiato robe stranissime arancioni e dolciastre, baciato, abbracciato, salutato, visto tette, visti sederi, visti uomini in boxer come zombie alle 10 del mattino in giro per lo studio che ridono da soli, visto cose che voi umani non potete immaginare. E va a ciapà tut i rat!

Grazie a caso (cioè in ordine casuale) a:
Alice

Francesco the man

Alessandra the red

Adriana the brasilian

Debora la glam

Elisabetta l’elegante

e a me (in versione imitazione di derek zoolaner) sderenato e disfatto dalla maratona sopracitata.

I miei ragazzi

Ottimo Ottimo Ottimo, oggi seconda lezione con i miei ragazzi a scuola, a parte il genio incontrastato del male che se ne esce con un :”prof ma quando fotografi le donne mezze nude ti viene duro?” direi che è filato tutto liscio come l’olio e li ho messi sotto: ho spiegato loro che cosa sia la composizione e poi con un foglio A3 e dei giornali ho detto loro: “adesso metto su stevie wonder e voi componete una cosa ritagliando dei giornali, vale tutto”. Mezz’ora dopo hanno consegnato, alcune cose sono splendide, tutti hanno risposto positivamente però e questo è quello che mi interessa. Visto che è bello fare le gare ho detto loro che ne avrei scelti tre secondo il mio personale gusto: così ho fatto.

eccoli!

per me il più bello di tutti rimane in assoluto il lavoro di Viola la taciturna:

poi in parità i lavori di Marta l’inglesina

e Desiree la criticona

Sullo shooting

L’altro giorno mentre fotografavo una ragazza Francesco ha fatto un suo reportage della giornata molto simpatico sul sottoscritto, una volta ogni tanto, il soggetto ripreso sono io…

Le foto (a parte quella che riprende lui) sono tutte di Francesco Lo Turco.

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Nessuna nuova buona nuova

Come dice il buon Settimio… Nessuna nuova buona nuova.

ripetiamolo tutti insieme… nessuna-nouva-buona-nuova. Ecco bravi tutti.
Domani comincio un’esperienza interessantissima, il liceo Villa Greppi di Casatenovo mi ha chiesto una consulenza di 50 ore. La cosa interessante per me è che si tratta di parlare a dei ragazzi di 14-15 anni che hanno scelto di capirci qualcosa in più sulla fotografia. Credo che abbiano scelto bene. Ma non perchè io sia particolarmente bravo, anzi, ma perchè sto vivendo le prime problematiche fotografiche della mia carriera profesisonale e sono certissimo che per un ragazzo di 14 anni sia buono avere a che fare con fotografi più navigati di me, ma sia meglio avere anche a che fare con chi ha problematiche più vicine “all’inizio” che “alla pensione”. Ok che schifo di sintassi, ma il concetto è chiaro e basta.
Quindi due ore di lezione, ogni giovedì, per venticinque giovedì. Alla faccia! Che cacchio gli racconto per 25 lezioni, e poi che strano. Sarò io a dire: “Oh, metti giu il cellulare”, “ehi, smettila di farti i cazzi tuoi”. Eh no, mi sa che non si possono dire aiscrologie apotropaiche nel mondo scolastico.
Parlerò loro come hanno parlato a me quelli che reputo fotografi più intelligenti, quindi citerò i soliti due fotografi che non conosco perosnalemnte ma stimo. Ha funzionato con me, funzionerà con loro. Bene Bene, domani vi dico.

Ah. Nota bene, non è per il soldi, è per l’esperienza, quindi non cominciate a dirmi che sono una puttana.

Salut.

Un test diventa un mini mini servizio

Ed è così che ti trovi con il tuo “assistente” nuovo di pacca e fai test luci. Viene fuori una cosa bellissima, chiaramente legata alla grande sintonia che c’è fra me e Francesco che mi dava una mano.

p.s. per Anna
Non sei licenziata, anzi. Francesco non è abbastanza pazzo per volere il tuo posticino da pannello riflettente ;)

some pic for you

Torniamo sul pianeta terra

Dopo la scorpacciata di soddisfazioni è bene tornare con i piedi per terra e ricominciare ad affrontare le questioni lasciate in sospeso. Vi ricordate sicuramente il mio post in cui me la prendevo non molto velatamente con alcune agenzie di comunicazione (che per comunicazione intendono il fatto che sanno parlare al cellulare, mica di più). Come vi raccontavo in maniera pedante e prolissa un paio di settimane fa, la frase preferita da queste “organizzazioni” è quella del: “a fine mese”… Quando un nostro cliente ci pagherà (tosta quest’azienda, hanno i conti a posto!).

Il tutto per raccontarvi di come è andata a finire: NON E’ ANDATA ANCORA A FINIRE (ovviamente). E siccome TUTTI mi chiedono cosa si fa in questi casi la risposta è sempre la stessa: si va dall’avvocato.

E tutti in coro mi direte: “E ma fischia, dall’avvocato???”

Si giovani, dall’avvocato, li hanno inventati apposta e si fanno pagare caro perchè fanno un mestiere bastardo e faticoso (i più), ma soprattutto soddisfano il mio primo fabbisogno giornaliero: RECUPERANO IL DENARO CHE CI SPETTA (e francamente non mi pare poco).

Quindi ci si muove cosi, e basta. E non parlatemi di costi, ci sono in giro ottimi giovani avvocati che lavorano in percentuale, ovvero ti dicono “mi devi 2/10 di x”, non c’è davvero bisogno di Kevin Lomax pe runa cosa del genere, credetemi.

Quindi, questo mese, cari miei compari di sventure, date tempo ai manigoldi fino a giovedì (c’è stato il ponte) e poi fatevi sotto, son soldi che vi spettano e che vi siete sudati, ricordatelo!

Abbracci e cotillons per tutti!
Stay tuned

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