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Faccio la modella!

Va da se che nel saturissimo mercato dei fotografi (poi mi direte quale mercato oggi non sia saturo in un modo o nell’altro) mi sento personalmente di dire un paio di cose circa questa “mania” o moda che alcune persone chiamano “modelling”. E’ chiaro che questo mio post non vuole offendere nessuno, nè tantomeno insegnare qualcosa, ma  semplicemente frutto di una esperienza empirica (che forse a qualcosa serve).
I casi sono due e sono tratti da un social come facebook (che abbia o non abbia rilevanza non è mio compito dirlo). Ogni giorno vedo su Facebook centinaia di nuovi post di ragazze che hanno nelle informazioni del profilo la professione “modella”.
Personalmente ho fra i miei contatti 269 “modelle”. Sticazzi! Sono un figo, conosco 269 modelle, pazzesco.. i miei amici al bar saranno invidiosissimi!
Tornando al punto per un secondo, quello che mi piacerebbe passare ad una ragazza che desidera fare da “modella” professionista, professionale, profuga è che in primis non serve ad una mazza farsi fare le foto a caso da 200 fotografi; fin qui ci siamo tutti credo. In secondo luogo, secondo me, una modella che vuole vivere di questo lavoro dovrebbe andare in agenzia (ce ne sono a tonnellate) e cercare di inserirsi nel loro database. L’agenzia è quella “cosa” che vi trova il lavoro e trattiene (ovviamente) una percentuale del compenso perchè vi ha recuperato il lavoro. L’agenzia è quella che ha il contatto con il cliente (fondamentale).
Piccolo appunto: Siccome le agenzie lavorano con le aziende, 9 volte su dieci non verrete chiamate a posare per un catalogo di vestiti super fashion, ma le aziende che contatteranno le agenzie saranno aziende che producono (e cito a caso): Scarpe, ciabatte, Pacchetti vacanze, colla spray, lampade, bicchieri, creme abbronzanti, prodotti per capelli, ombrelloni, etc etc etc… Delle vostre foto con le tette di fuori non se ne fanno un cazzo! (a me piacciono tutte le vostre tette quindi continuate pure)
Ritornando di nuovo al punto, l’agenzia vi consiglierà di procurarvi un servizio fotografico ambientato in diverse situazioni ed un composite, probabilmente se non l’avete vi offrirà anche quel servizio (non è il diavolo, vi serve un servizio fotografico) che pagherete (come io ho pagato per le mie macchine fotografiche, luci, ottiche, studio, cazzi e mazzi e come un grafico si è comprato computer, libri, e campionario pantone).. E’ un investimento, è normale, nessuno vuole fregarvi (forse qualcuno sì, per carità).
Quando l’agenzia avrà in mano il vostro materiale e una azienda che produce tapparelle avrà bisogno di una ragazza bionda per la campagna pubblicitaria, l’agenzia tirerà fuori i vari composite fra cui il vostro (se siete bionde e corrispondenti alle altre caratteristiche richieste) e l’azienda valuterà costi etc etc e sceglierà quale ragazza fa al caso suo.
Va da se che fare la modella significa svegliarsi la mattina e fare due o tre casting per cercare di recuperare lavoro (i casting non sono retribuiti nel 99 percento dei casi ovviamente), ma è normale, ci si sbatte come la maionese per recuperare lavori, c’est la vie…
Lavori, plurale. Perchè come in tutti i lavori, sebbene sarebbe fantastico lavorare un giorno al mese, purtroppo non basta perchè queste aziende non vi pagheranno 3.000 euro a servizio, ma magari ve ne daranno 300, voi avete la vostra brava partita Iva e su quei 300 pagherete le tasse che li trasformeranno (insieme alle spese) in 150 euro (che al netto rimane un bel “guadagno” giornaliero). A questo punto, per alzare 1.500 euro al mese dovrete aver fatto 10 servizi, ovvero 2,5 servizi alla settimana. NON E’ AFFATTO FACILE LAVORARE TUTTE LE SETTIMANE.
La possibilità di trattare personalmente con le aziende significa essere doppiamente freelance. Tutto bene, anche se (e vi sfido a darmi torto) credo che sia molto difficile trovare lavoro ad un certo livello senza un intermediario. Cosa fate? Andate dalla Nike e dite loro: “We.. io son qua, son gnocca, ti faccio da modella!”… non suona molto bene.. Se vi andrà bene troverete il parrucchiere, il negozio di abbigliamento, etc che cercherà di non pagarvi o di darvi al massimo 50 euro (che spenderete in trucchi perché di un truccatore non se ne parla minimamente).

Se invece, tornando al primo punto, il vostro profilo facebook con scritto modella e con le foto da faccia da porca è una specie di specchietto per le allodole per far credere ai vostri amici che siete delle “modelle” anche se in realtà non sapete nulla a riguardo e lo fate solo per far le fighe con chi vi crede.. allora fate benissimo e avete la mia approvazione.

Ciao!

L’errore Fotografico

E non mi riferisco a Clément Chéroux in questo caso, ma prendo spunto per raccontare qualcosa che è realmente parte della mia esperienza fotografica.

Qualsiasi libro di fotografia vi racconta sempre le stesse cose, per esempio che I migliori momenti per fotografare sono alba e tramonto, Mettete il soggetto all’ombra, La luce che arriva da nord… etc etc bla bla bla bla bla bla.

Tutto giustissimo e tutto verissimo, ma nella mia personale esperienza sono sempre stato forzato a scattare senza poter spesso decidere molto se non tempi di esposizione, diaframmi e ASA. Alcuni clienti mi hanno costretto a fotografare una veduta in controluce, una ragazza all’una del pomeriggio con il sole a picco, un’oggetto riflettente grosso come un tavolo in 15 minuti. Fa parte del lavoro e tutto sommato, in certi casi, può addirittura essere interessante.

Il desiderio di produrre immagini che funzionano mi ha sempre spinto a non frenarmi alle regolette standard, ma di domandarmi: “Cosa succede se…”. Il ventaglio di proposte editoriali chiaramente, seppur vasto, non può parlare di tutto quello che è l’infinita possibilità che si ha con la luce ed io me ne esco a mezzogiorno con un flash e fotografo per strada una ragazza, d’altra parte, volenti o nolenti, con un click sul cestino cancellerò tutta la zozzeria.

Prendete ad esempio questa immagine:

Image

 

Ora, non si tratta di un capolavoro, è una fotografia che molte persone possono considerare alla stregua di un rutto e personalmente sono attaccato a questa immagine non per il valore in se (che è nullo), ma perchè ritrae una mia studentessa, Alice Spada, che è una ragazza bravissima e sensibilissima e soprattutto perchè è il classico esempio del cialtrone che si inventa qualcosa sbagliando. Mentre 3 o 4 persone si scannavano cercando di indovinare lo schema di luce di questa fotografia (che era pensato a dire il vero, ma che è saltato), vi riporto i dati di scatto:

1/640 sec

f/6,3

iso 160

100mm f/2.8 Macro

 

Bien, il softbox era applicato ad un ranger quadra e lo si vede nettamente nel riflesso nell’occhio della ragazza. Quel “bellissimo” passaggio di luce invece non è altro che un errore (non voluto, ribadisco): oltre un 200esimo di secondo la tendina i chiusura non lascia passare la luce. Per info guardate QUI.

E’ solo un errore, l’importante è saperlo rendere ripetibile.. no?

Canon 5d mark III

È oramai in vendita la Canon 5D mark III. Ecchissenefotte??? Cosa diavolo ha la II che non va? Nulla. Ma soprattutto… Perché non mi proponete una medio formato digitale che non costi come una slk? Quello si che sarebbe una cosa interessante…

Piccoli grandi al Villa Greppi

Più passano i mesi e meno aggiorno il blog.

E’ sbagliato e controproducente, chiunque metta in piedi un blog lo sa benissimo., nel momento in cui state facendo una cosa è sempre bene portarla avanti o chiuderla.

In ogni caso ogni ero alla consueta lezione che tengo al liceo Villa Greppi; ad un certo punto entra una ragazza per fare l’appello e mi metto di fianco a lei. Mentre spunta i presenti mi rendo conto che c’erano 18 iscritti al corso all’inizio dell’anno, oggi siamo rimasti in 8 me compreso. Dopo un primo momento di sconforto e paura (qualcuno mi farà il culo?) ho dato una veloce occhiata alla classe ed ho constatato che le mie ragazze e il nostro andrea (unico fortunato ometto in mezzo alle fanciulle) scattano praticamente solo a pellicola e stmapano con l’ingranditore a casa loro i negativi che si sviluppano in bagno. Quindi quando qualcuno verrà a farmi il culo gli potrò rispondere: Pochi ma buoni.

Una delle 7 persone che mi seguono il giovedì è Luisa (Viola per gli amici) e negli ultimi 10 minuti della lezione abbiamo parlato un po e le ho fatto una fotografia, così per ricordo.

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Glia altri ragazzi intanto facevano foto all’ombra e Marta spiegava agli altri come lavorare con la testa e senza esposimetro scattando in analogico.E Alice ha come sfondo del proprio telefono una foto di Mimmo Jodice.

Ragazzi voi si che spaccate.

 

SI… nessuno può farmi il culo, pochi ma buoni. Ma l’ho già detto…

Autoprodursi ovvero “non voglio il grano, ma facciamo cosa interessanti”

E dico cose interessanti, per noi stessi e auspicabilmente per gli altri.

Molto spesso è un concetto che passa, per fortuna, certe altre volte(molto poche per me) no.

Io ho la grossa fortuna di circondarmi di persone che come desiderano in primo luogo fare cose il più possibile divertenti, belle e qualche volta intelligenti. La bellezza nel lavorare con questo genere di persone è che si può tranquillamente buttare l’orologio e fregarsene di compensi ad ore, a progetto, a scatto. Perchè quando ci si autoproduce c’è qualcosa che spinge le persone che collaborano a far si che tutto venga come ce l’eravamo immaginato, molto più del denaro.

Tutti possono autoprodursi ed questa è la cosa figa. Poi serve l’idea (gran casino ovviamente), ma quando l’idea c’è, la realizzazione è solo una questione di tempo (se si è convinti, molto poco).

Quindi mentre qualcuno prendeva l’agenda e snocciolava le disponibilità, qualcun’altro ti dice: “Figata, dove e quando”?

E così un AD, 8 bellissime, assistenti, operatori video, famigliari, amici, etc etc etc iniziano a collaborare al freddo.

un esempio pratico di questo questo quando abbiamo deciso di citare (il come e il cosa è già stato detto mille volte).

Backup

Fate Sempre il Backup.

Io mentre lo facevo sul mio nuovissimo Lacie che si distruggerà il giorno dopo scaduta la garanzia ho trovato unvecchio servizio che avevo fatto in quel di Venizia alla Biennale di architettura qualche anno fa..

Che tipi.. :)

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Nascondersi?

Quando una modella non ha voglia di metterci la faccia, che ci metta almeno le braccia (o il collo)!
Per questo mentre lavoravamo a questo progetto ispirato da 1x ci siamo prima preparati con un campione per non fare poi errori troppo visibili in fase di scatto.

Un po’ di backstage:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ed una volta messe a punto le ultime cose (grazie diego per l’aiuto):

Lo sfondo e kicker:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la preparazione:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la noia:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

l’art attack:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gli ultimi spostamenti e le indicazioni al buon Diego:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lo scatto:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la pagina:

Giorgio Bonaguro, il designer educato

Giorgio Bonaguro è un designer che vive e lavora a Milano. Mi è stato presentato qualche mese fa ed è bravissimo, ma questo l’ho gia detto settimana scorsa. E’ tato premiato, tra le altre cose, nel 2011 per la sua “Tweety Table Lamp” al 2011_Salao Design ed ha partecipato attivamente a diverse mostre in Europa e nel mondo, incluso il Triennale design museum a Milano nel 2010.

Quando Giorgio mi ha chiesto un paio di scatti delle sue cose per la sua personale esposizione a Colonia in occasione dell’ Imm Cologne non ho resistito e gli ho preparato tutta l’immagine della mostra. Quindi servizio fotografico, impaginazione di una brochure, una cartella stampa digitale (grazie Alessandro) e allestimento. Il bello di lavorare con designers così giovani è il fatto che c’è davvero la voglia di fare delle cose anche senza avere centomila euro da spendere, quindi niente location da sballo, niente stampe a 4 colori, ma degli strumenti plausibili e compatibili sia con lo stile di Giorgio che con i nostri budget.

Bravo Giorgio!


Easy Table Lamp


Alfred Coffee Table



Nothing more then designing objects exibit preview

Giorgio Bonaguro è un nuovo amico ed è bravissimo.
Una preview prima di Colonia del nostro lavoro.

Il decalogo del favore.

Spesso le persone mi chiedono delle cortesie, dei favori, diciamo pure dei regali. Tutto bene e no problem: ci metterò lo stesso impegno e la voglia che ci metterei anche se mi stessero pagando, anzi di più. Il uperché è facile da immaginare, ma lo spiego lo stesso. Nel momento in cui faccio un regalo a qualcuno l’unico guadagno del sottoscritto é un lavoro che va in giro; proprio per questo, se decido di farlo gratis, sarà per forza di cose perfetto (almeno per me). Per questo mi nasce l’idea del decalogo dei favori, perchè molto spesso mi trovo davanti a persone che danno alcune cose per scontate, quando invece non lo sono affatto.

Nel momento in cui una persona vi sta regalando il proprio lavoro:

1) Dite sempre “grazie”.

2) Evitate di far rifare le cose 10 volte perchè siete indecisi.

4) Apprezzate quello che vi arriva, è un regalo.

5) Se proprio non vi piace, preferite il: hai pensato all’idea di farlo “rosso, grosso e centrato? Cosa ti ha spinto a farlo nero, piccolo e a lato? ” al: “No, devi farlo rosso, grosso e centrato”.

6) Non presentatevi da chi vi sta progettando qualcosa con una frase tipo: La mia amica ha fatto questo, fammelo uguale per favore.

7) Pagate TUTTE le spese vive del lavoro se ce ne sono, TUTTE.

8) Mettetevi nelle mani di chi vi fa un piacere (cfr. prefazione) e FIDATEVI di lui.

9) Ricordatevi sempre, prima di parlare con la persona che vi sta facendo un favore, che non lo state pagando e che naturalmente i lavori pagati avranno la precedenza sui vostri, anche se siete alle strette con i tempi nel vostro progetto.

10) Dite sempre “grazie”.

 

 

Questa settimana ho ritrovato una vecchia amica di famiglia a cui ho chiesto di scattare qualche foto per testare i nuovi profoto (che ho dovuto tenere al minimo della potenza sebbene lavorassi a diaframmi chiusissimi). Merci Marta!

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